I Bambini

Guide Utili sui Bambini

Allattamento a Richiesta – Come Funziona

Per allattamento a richiesta si intende una pratica di allattamento che vede la madre offrire il seno o il biberon al proprio neonato solo quando il piccolo mostra l’esigenza di mangiare, attraverso segnali più comuni, ma che variano a seconda della personalità e delle abitudini del bambino.

I bambini che hanno fame di solito piangono rumorosamente, agitano le mani e i piedi, aprono la bocca come per cercare qualcosa a cui aggrapparsi, iniziano a battere la lingua sul palato o si leccano le labbra. Ogni neonato, però, assume dei comportamenti differenti e sta alla madre doverli imparare, per capire i momenti adatti in cui offrire il nutrimento al proprio figlio.

L’allattamento a richiesta è una pratica su cui vi sono varie voci discordi. Alcuni medici la consigliano in quanto tende a regolarizzare la produzione di latte nella madre, più il bambino trascorre momenti della sua giornata a succhiare dal seno, più il cervello della madre produce prolattina, molti psicologi però sono a sfavore di questa metodologia di allattamento, in quanto il neonato potrebbe tendere a associare il proprio pianto con l’attività del cibarsi, diventando sempre più viziato dalla madre e instaurando con lei un rapporto di dipendenza, da cui viene difficile staccarsi.

Naturalmente, però, la scelta dipende soltanto dalla madre, che deve consultare il pediatra a partire dai primi giorni per conoscere tutti i vantaggi e gli svantaggi dell’allattamento a richiesta.

Come si procede con l’allattamento a richiesta

Nel caso in cui si decida di praticare questo tipo di allattamento, bisogna intanto imparare a conoscere alla perfezione i movimenti e le espressioni del proprio piccolo, per capire quando offrirgli il latte. Se il bambino piange o assume degli atteggiamenti tipici di quando ha fame, si può procedere con la poppata.

Il seno o il biberon vanno offerti al neonato in maniera del tutto naturale, fino a quando il piccolo non inizia a succhiare e a nutrirsi. L’alimentazione non va interrotta, se non quando il piccolo si stacca dal seno definitivamente, per desiderare di non tornarci più; quindi si può procedere facendogli fare il classico ruttino.

Se il piccolo dopo una prima fase sembra sazio ma poi vuole continuare, gli si deve offrire nuovamente il seno fino a quando non si stacca di nuovo. Bisogna agire in questo modo sopratutto nei primi giorni, dove il nutrimento è particolarmente importante.

Nel caso in cui la madre sia preoccupata di non capire quanto latte il bambino stia succhiando e per quanto tempo, vista magari la discontinuità della sua voglia, non è necessario preoccuparsi, in quanto i neonati sono pienamente in grado di regolare la durata e il livello di nutrimento necessario a sopperire al loro bisogno.

Se è evidente che il piccolo si è nutrito troppo poco, è possibile procedere offrendo al bambino altri liquidi, come il latte artificiale Così facendo, però, la madre non otterrebbe alcun giovamento dal punto di vista della produzione del latte, che sarebbe simile a quella praticata durante l’allattamento puntuale a orari stabiliti dal pediatra.

Come regolarsi per la quantità di latte da dare al bambino

Nonostante i bambini siano tutti diversi e il loro bisogno di nutrirsi vari a seconda del peso e dell’età, di solito ogni neonato fino all’età di sei mesi tende a volere mangiare circa otto volte al giorno, in ogni caso minimo cinque volte e massimo dodici volte o poco di più.

Alcuni sostengono che i bambini allattati con questa pratica a richiesta tendano a avere meno fame e a ridurre spontaneamente il numero di poppate giornaliere. Ciò avviene, però, solo per un piccolo numero di bambini, mentre gli altri continuano su un livello simile o addirittura aumentano il proprio senso di fame.

Molte mamme si chiedono se debbano offrire al piccolo solo una mammella o entrambe durante le poppate, in realtà è necessario iniziare con una mammella sola, a cui il bambino deve aggrapparsi fino a quando questa non smetta di produrre latte e inizi a sprigionare la parte più grassa del liquido. Una volta conclusa la poppata con una mammella, si può procedere con l’altra oppure no, a seconda del desiderio del bambino, che potrebbe anche già mostrarsi sazio.

Risulta essere assolutamente sconsigliato staccare dal seno il bambino prima dell’arrivo della parte grassa del liquido, in quanto ciò potrebbe causare l’arresto della produzione del nuovo latte e l’insorgenza della ragadi, che invece vengono combattute adottando la prima pratica sopracitata.

Prima di adottare questa pratica di allattamento a richiesta bisogna però consultare il proprio pediatra di fiducia, per non trascurare eventuali patologie o problematiche che potrebbero affliggere il bambino e per le quali bisognerebbe magari necessariamente adottare un tipo di allattamento regolare e puntuale, che offra al piccolo un certo numero di litri di latte al giorno.

Come Vestire un Neonato

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come vestire un neonato.

Il neonato è molto delicato, ha bisogno di cure e di attenzioni relativamente a ogni aspetto. Sapere come vestire il proprio bambino è molto importante, in quanto gli indumenti giusti proteggono i neonati dalle variazioni di temperatura, li fanno stare comodi e evitano l’insorgere delle fastidiosissime dermatiti da contatto.

Sapere ogni quanto lavare i vestiti del proprio bambino, naturalmente conoscendo le sue abitudini, è molto importante, per assicurargli una corretta igiene, mantenerlo profumato, pulito e sopratutto asciutto.

Come vestire un neonato in base alle stagioni

Il bambino di pochi mesi va assolutamente protetto dalle variazioni di temperatura, che potrebbero farlo ammalare, con l’insorgere di influenze, febbri, tosse, catarro e muco, ma anche di brutte screpolature alla pelle, di geloni e di lividi, naturalmente solo nei casi più estremi..

In inverno il bambino va coperto molto, per non fargli percepire il freddo, la lana è un materiale sconsigliato, in quanto risulta particolarmente irritante per le pelli dei più piccoli. Risulta essere molto adatto, invece, il cotone felpato e qualsiasi tessuto pesante anallergico. L’ideale sarebbe vestirlo a cipolla con due o più felpe, che possano proteggerlo. Risulta essere questo il periodo per sfoggiare guanti, sciarpe, body, cappelli e scarpe di spugna, che, oltre a essere esteticamente molto graziosi, nascondono le parti più delicate del corpo, come la testa, le mani e i piedi.

In estate non bisogna mai lasciare senza vestiti il bambino, in quanto anche in questo periodo può essere soggetto a influenze di stagione, basta una canottiera di cotone, indispensabile per assorbire l’eventuale sudorazione eccessiva, e un pantalone corto comodo. Durante i mesi più caldi il bambino va cambiato spesso e i vestiti vanno lavati, in quanto bisogna assolutamente evitare di mantenerlo abbigliato con indumenti pieni di sudore, che potrebbero farlo ammalare.

Durante le mezze stagioni, invece, si può essere più elastici e vestire il neonato come meglio si crede, anche se non possono mancare giacche a vento e sopratutto sciarpe confortevoli in cotone, che proteggono la gola dei più piccoli.

Gli indumenti perfetti per neonati

Il capo d’abbigliamento immancabile per un bambino è sicuramente la canottiera, da utilizzare sia in estate che in inverno.

Per il sotto, naturalmente bisogna mettere il pannolino e evitare l’uso di mutandine copri pannolino troppo strette o in materiali sintetici, che potrebbero causare brutte dermatiti, la mutandina va scelta piuttosto di una misura in più, ma mai di una in meno o della stessa con cui ci si regola per i vestiti; bisogna ricordare, infatti, che il pannolino tende a aumentare il proprio volume quando è pieno d e quindi bisogna adattarsi anche a questa evenienza.

Molti genitori acquistano fascette per il seno per le neonate unicamente per bellezza, questo tipo di indumento è assolutamente inutile e deve essere bandito dall’armadio delle bambine, che devono invece sentirsi libere e comode.

Le scarpe sono utili quando composte da materiali di stoffa, che possono garantire al bambino la protezione dalle temperature esterne e conservare la sua temperatura interna, quando le scarpe sono di plastica e mancano di pesanti rivestimenti interni, sono inutili e procurano soltanto fastidio a un bambino che non ha l’utilità di mettersi in piedi, in quanto nei primi mesi non riesce neppure a reggersi da seduto.

Le calze sono un altro indumento indispensabile, in quanto proteggono i piedi, spesso a contatto con l’umidità delle superfici che circondano il neonato. Devono essere in un tessuto morbido e anallergico, visto che essendo il piede il punto del corpo con maggiore produzione di sudore, è bene assicurarsi di evitare l’insorgenza di problemi.

Ogni quanto cambiare e lavare i vestiti di un neonato

Ogni quante ore sia giusto cambiare l’abbigliamento del bambino dipende dalle abitudini e dalle caratteristiche del neonato, se il piccolo tende a fare i bisogni molto spesso e in maniera abbondante, è probabile che gli odori si trasmettano dal pannolino ai pantaloni; per questa ragione, sarebbe meglio cambiare il neonato ogni volta che fa i bisogni.

Se il bambino non ha problemi del genere, ci si può basare sulla sudorazione, sopratutto nelle stagioni estive e nei periodi più caldi dell’anno. Nel mese di agosto, per esempio, la canottiera andrebbe in media cambiata minimo quattro volte al giorno, naturalmente ciò varrebbe nel caso in cui il bambino è spesso fuori casa, mentre, negli ambienti refrigerati, anche solo una volta al giorno.

La lavatrice andrebbe fatta quotidianamente, a maggiore ragione se il bambino non possiede ancora una grande varietà di vestiti e fosse solo ai primi giorni di vita.

L’abbigliamento invernale può contare di pochi capi, visto che tendono a sporcarsi difficilmente, ma, durante il periodo estivo, è bene dotarsi di molte magliette e pantaloncini, che sono comunque molto più economici delle felpe e dei pantaloni invernali.

Accappatoio per Neonato – Come Sceglierlo

L’accappatoio è un indumento che non può mancare tra quelli di un bambino, sopratutto se appena nato. A partire dalle prime ore dalla nascita, infatti, dopo ogni bagnetto, il neonato va avvolto con l’accappatoio, che assorbe l’acqua in eccesso e consente di mantenere la sua temperatura corporea a 37 gradi costanti, la stessa temperatura che era presente all’interno dell’utero materno durante la gravidanza.

L’accappatoio è il più confortevole tra i vestiti, in quanto non stringe il corpo del bambino, lo fa sentire protetto dal senso di freddo tipico dei minuti successivi al bagnetto e ha un tessuto molto morbido. Per fare in modo, però, l’accappatoio apporti tutti questi benefici al bambino, c’è bisogno che questo venga scelto adeguatamente e in base all’età e alle esigenze del proprio piccolo.

accappatoio

Modelli di accappatoi per neonato

Esistono vari tipi di accappatoi per neonato presenti in commercio e reperibili in tutti i più grandi magazzini, i supermercati oppure nei negozi che vendono indumenti per neonati, quelli quadrati e quelli con le maniche sono i più comuni.

Quelli di forma quadrata sono i più diffusi e i più economici. I tre lati del quadrato sono quelli utilizzati per coprire il corpo e le parti intime, mentre il quarto lato serve da cappuccio per proteggere la testa del neonato. Si tratta dell’accappatoio più comodo e adatto ai primi giorni del piccolo, in quanto questi non è ancora abile a assumere una posizione eretta e quindi viene asciugato dalla madre, mentre è sdraiato. Risulta essere una sorta di morbida copertina, spesso completamente in cotone.

Poi vi è il poncho, un indumento molto creativo e bizzarro che può essere sia dotato di maniche, che privo di queste, a seconda delle esigenze e dell’età del piccolo. Se si tratta di un neonato, è consigliato l’uso del poncho smanicato, per evitare di perdere troppo tempo a infilare le maniche al bambino, quando invece andrebbe coperto il più velocemente possibile. Questi indumenti sono dotati di cappuccio a punta molto morbido, ma spesso non arrivano a coprire tutti gli arti inferiori.

I più noti sono i classici accappatoi che arrivano al ginocchio e sono dotati di un grande cappuccio e di maniche che possono essere sia lunghe che corte. Questo modello è sconsigliato per i bambini appena nati, ma è perfetto per quelli più grandi.

I materiali e le trame degli accappatoi

L’accappatoio per neonato può essere sia di cotone che in spugna, a seconda delle preferenze. La spugna è un materiale più ruvido rispetto al cotone e spesso può irritare la pelle del bambino, se molto delicato e appena nato, questi tipi di accappatoi, però, assorbono maggiormente l’acqua, mantenendo allo stesso tempo l’indumento asciutto, e assicurano, quindi, al bambino di non raffreddarsi. Gli accappatoi in cotone, invece, sono molto più morbidi e anallergici, però hanno una scarsa capacità assorbente e per questo il bambino rischia di rimanere umido, se lasciato per troppo tempo avvolto all’indumento.

Gli accappatoi in questione vanno lavati in lavatrice ad una temperatura di 40 gradi, con un lavaggio privo di candeggio e mai a secco, se si desidera asciugarli in essiccatoio, si dovrebbe fare con una temperatura moderata. Non devono essere puliti dopo ogni bagno, ma basta una volta a settimana, in quanto si tratta di vestiti che il bambino indossa unicamente quanto è pulito e profumato, naturalmente, nel caso in cui il piccolo facesse per sbaglio i suoi bisogni, andrebbe lavato immediatamente. Possono essere stirati con ferro caldo.

Gli accappatoi possono essere dei costumi simpatici, che invogliano i bambini a vestirsi, in quanto costituiti da trame colorate o in tinta unita, da patch a forma di animali, che possono essere applicate dai genitori stessi, a seconda dei gusti.

Come Capire se il Neonato ha Fame

In questa guida mettiamo a disposizione consigli utili su come capire se il neonato ha fame.

I neonati non sono ancora in grado di comunicare i loro bisogni a parole o a gesti. Spesso lo fanno piangendo o agitandosi, è molto difficile per i genitori capire se il bambino ha fame, sopratutto quando questo ha solo pochi giorni. Risulta essere necessario passare molto tempo con il piccolo per conoscere i suoi comportamenti e quindi riuscire a notare come si atteggia quando ha fame.

In ogni caso, un neonato non dovrebbe mai arrivare al punto di piangere ininterrottamente perchè ha bisogno del latte, in quanto, a partire dai primi giorni, viene consegnato alla madre il calendario e gli orari in cui effettuare le poppate, appuntamenti che vanno rispettati con precisione, per evitare che il piccolo risulti essere non nutrito nel modo giusto e di conseguenza non si sviluppi nella maniera corretta.

Le madri, di solito, rispettano le poppate, e sentono, grazie al rapporto che le lega al piccolo, quando devono somministrargli del latte fuori orario, nel caso in cui il neonato senta particolarmente fame.

La maggioranza dei neonati tende a piangere disperatamente quando ha fame, ma l’atteggiamento non deve assolutamente essere considerato oggettivo, in quanto molti piccoli piangono semplicemente perché vogliono essere presi in braccio, hanno troppo caldo, non riescono a addormentarsi. Oltre al pianto, vi sono dei segnali corporei che i piccoli emanano, e risulta essere importante che ogni genitore li sappia interpretare:

Molti neonati schioccano la lingua sul palato, come per imitare il movimento compiuto durante la poppata, altri leccano le labbra o le gengive. Quando il neonato arriva in questa fase, è bene iniziare la poppata, per evitare di farlo successivamente, quando è troppo agitato e potrebbe addirittura mordere il seno o essere talmente stressato da non voler mangiare più. Quando il bambino è troppo esasperato, invece, di solito inizia a agitarsi nervosamente, a cercare con gli occhi il seno materno, a respirare in modo molto veloce e a stringere gli arti della mamma, dando anche dei pizzicotti, dopo di che comincia a succhiare o a mettere in generale in bocca qualsiasi cosa gli capiti per mano, il dito, le maniche della maglietta, giocattoli.

Naturalmente ogni bambino è diverso e assume vari comportamenti quando ha fame, ma quelli indicati in precedenza sono quelli più diffusi. In ogni caso sta ai genitori e sopratutto alla madre, la quale deve allattarlo puntualmente, imparare a conoscere come si atteggia il proprio piccolo, quando ha fame, per raggiungere la capacità di notare anche quando il bambino stranamente è inappetente.

Capire se il neonato ha fame richiede quindi tempo.

Come Asciugare i Capelli di un Neonato

In questa guida mettiamo a disposizione consigli utili su come asciugare i capelli di un neonato.

Il capo di un neonato, specialmente se molto piccolo, deve essere trattato con particolare attenzione, la calotta cranica, infatti, è delicata durante le prime settimane di vita, visto che le linee di giunzione, che si trovano tra le ossa piatte, due parietali, due temporali, una frontale e una occipitale, sono costituite unicamente da tessuto fibroso, che non si è ancora ossificato.

Questa condizione può creare dei disagi a chiunque tocchi il bambino, che è costretto a maneggiarlo con estrema cura, a mantenere la testa particolarmente asciutta e a asciugare i capelli in maniera diversa rispetto ai piccoli di altre età, eppure le cosiddette fontanelle sono molto utili, perché consentono, durante il parto, al bambino di uscire dal canale con più facilità e garantiscono l’espansione e la crescita corretta del cervello del neonato.

Per questi motivi, bisogna effettuare il bagnetto in maniera delicata, con particolare attenzione per lo shampoo, è necessario utilizzare un prodotto neutro e specifico per neonati, che non aggredisca il cuoio, provocando arrossamenti o pelle screpolata, e che sia anallergico. Dopo un’abbondante risciacquo con acqua corrente tiepida, si può proseguire con l’asciugatura, se il bambino ha pochi capelli, si può attendere che questi si asciughino naturalmente, solo con il calore del sole, tamponandoli in maniera leggera con un’asciugamani in lino o in micro fibra di cotone.

La scelta del tessuto dell’asciugamano è molto importante, in quanto il materiale potrebbe provocare fastidi al bambino come allergie, dermatiti, arrossamenti e bollicine, che rischierebbero di protrarsi per lunghe settimane, sono particolarmente consigliati i tessuti di colore bianco, che non lascino residui e che siano morbidi. La testa del bambino non va totalmente avvolta con la stoffa, ma va solo tamponata di tanto in tanto per evitare gocciolamenti.

Nel caso in cui il neonato possedesse molti capelli e anche ricci, è  consigliato districarli, anche per facilitarne l’asciugatura, con una spazzola dalle setole morbide, acquistabile in tutti i negozi specializzati per bambini e per l’infanzia. Se si notato dei nodi, è bene scioglierli spalmando un olio adatto a questa procedura,: è assolutamente sconsigliato intervenire con aggressività.

Se non si volesse attendere l’asciugatura naturale, specialmente nelle stagioni più fredde, si possono comprare asciugacapelli specifici per bambini, che raggiungono solo basse temperature e hanno getti molto delicati. In ogni caso, però, il capo del neonato va trattato con estrema cura, e quindi si consiglia di asciugare i capelli soltanto al naturale.

Secondo Mese del Neonato – Cosa Bisogna Sapere

Il secondo mese del neonato rappresenta per la mamma un momento più tranquillo, le abitudini cominciano a essere presenti e anche gli appuntamenti con poppate e cambi di pannolino diventano meno pesanti dal punto di vista fisico.

Per ritrovare la forma fisica, è importante muoversi e seguire una dieta mediterranea, la mamma potrà mangiare di più proprio per il fatto di dovere comunque sostenere l’allattamento naturale del piccolo, come i pediatri consigliano. Una passeggiata con il piccolo in carrozzina, però, potrà aiutare a rimettersi e costituirà un ottimo allenamento per dimagrire e riprendere forza a gambe e braccia. Scegliendo le ore più calde in inverno, si eviterà di esporre il neonato al freddo, avendo però cura di evitare questi orari se il bambino dovesse raggiungere il secondo mese di età in piena estate.

Nel secondo mese di vita, dopo che anche l’ultimo pezzettino di cordone ombelicale è andato via, si possono creare delle aspettative sbagliate, da evitare per non creare disagi al neonato. Un esempio è la gestione del rapporto sonno veglia. I bambini molto piccoli dormono se hanno sonno e si svegliano quando hanno fame, oppure semplicemente si sentono pieni di energia. Il problema è che i neonati non fanno differenza tra il giorno e la notte e che ognuno gestisce a suo modo la cosa, inutile chiedere ai parenti come si fa, la cosa importante è abituare gradualmente il bambino alla differenza tra notte e giorno.

Di base nel secondo mese si dorme meno rispetto al primo mese, si passa dalle 16 ore alle 12 ore senza troppi problemi. Si tratta di una media, ci sono bambini che, per indole, potrebbero comunque dormire 18 ore anche nel secondo mese. La cosa importante da verificare è come il bambino si sveglia, se è tranquillo, quindi va tutto bene, non c’è da preoccuparsi, ma sarà il caso di prendere provvedimenti nei mesi successivi.

La differenza tra il giorno e la notte deve dipendere dal comportamento dei genitori. Il sonno deve essere una cosa naturale, niente canzoncine, ma semmai è bene lasciare il bambino in culla con un bacio dopo avere mangiato. In questo modo, si addormenterà da solo. Il dove dormire dovrebbe cambiare in base alle circostanze, di giorno, il bambino può dormire in carrozzina, ma se si tratta di dormire perché è ormai buio, l’ideale sarebbe la culla, accanto al letto di mamma e papà.

La mamma dovrebbe fare in modo di riempire di attività i giorni del bambino, mostrargli la luce e fargli capire che è quello il momento per stare svegli aiuterà, anche se qualche bambino potrebbe decidere di fare un riposino nel pomeriggio. I bambini, sia in culla che in carrozzina, vanno appoggiati a pancia in su. Il bambino potrebbe decidere di dormire di lato, nei primi mesi di vita questo è da evitare, ma ci sono piccole strategie per costringere il piccolo a dormire a pancia in su. Potresti usare dei braccioli con le lenzuola, oppure utilizzare un cuscino particolare, sono disponibili in commercio e sono diversi dai normali cusicini, tra gli accessori per la culla.  In questo modo, si eviteranno problemi, anche se la mamma, dal proprio letto, potrà intervenire in qualsiasi momento.

Al secondo mese, si dovrebbe ormai sapere che l’igiene è fondamentale, soprattutto quando si cambia il pannolino. Prima di mettere quello nuovo, sarà necessario lavare la zona interessata con acqua corrente e tiepida. L’opera va completata con un detergente e una crema che si usano per prevenire e curare eventuali irritazioni. Per il lavaggio delle parti intime, l’operazione richiede la dovuta delicatezza, ma il lavaggio deve mantenersi esterno. Meglio evitare di utilizzare il talco in queste zone, per evitare irritazioni.

A questa età, i bambini possono essere molto tesi, si tratta di una situazione normale, che passa con il tempo. I sintomi, però, possono spaventare. Nonostante non abbia bisogno di niente, il bambino, a una certa ora, comincia a piangere e a innervosirsi. Il fenomeno può durare anche più di un’ora e per calmarlo ognuno deve trovare le sue strategie, ci sono bambini a cui basta la presenza di un adulto che lo coccoli per calmarsi e altri che preferiscono girare con il papà per trovare la tranquillità. Anche qui, ogni bimbo è speciale e va aiutato in modo diverso, andando per tentativi.

Altra questione sono le crosticine bianche che possono comparire sul viso e sulla testa del bambino. Di solito, passano nei mesi successivi e sono normali, la pelle si sta rigenerando e, per aiutare il bambino, puoi ammorbidire questi punti con olio di mandorle dolci. Alla fine, potrai usare una garza per rimuoverla in modo delicato.

Primo Mese del Neonato – Cosa Bisogna Sapere

Il primo mese di vita è il più difficile, sia per il piccolo che per la mamma. Il primo deve affrontare la vita fuori dalla protezione dell’utero materno e non sa distinguere ancora tra il giorno e la notte:,probabilmente, è convinto che le cose arrivino automaticamente al suo pianto.

I primi quaranta giorni di vita sono anche considerati dagli esperti i giorni del pianto del puerperio, perché, per qualsiasi esigenza, il neonato non ha altri strumenti per richiedere le dovute attenzioni. Molta attenzione va fatta nel capire quelle che sono le esigenze del piccolo, se gli serve solo compagnia, basterà vedere quanto tempo passa dal nutrimento. Difficile che abbia fame se ha appena mangiato. Si può provvedere, però, cullandolo e cambiandolo. In questo modo, si sentirà rassicurato e eviterà, nel tempo, ulteriori capricci e tu saprai dargli da subito indicazioni per il giusto rapporto con il cibo.

Per la mamma, invece, è tempo di riprendersi, sia fisicamente che mentalmente, dall’impresa della nascita, il primo consiglio è di sfruttare ogni ritaglio di tempo per rimettersi in forze, approfittando anche di giorno se il bambino sta dormendo e cercando di affidare a qualcuno, parente o domestico, la gestione della casa. Riprendere un’attività fisica moderata e quelle piccole occasioni per prenderti cura di te saranno un vantaggio anche per il tuo bambino, al quale trasmetterai sicurezza e serenità.

Il primo mese è anche il periodo in cui il bambino si abitua al nutrimento materno. L’allattamento naturale avviene per gradi e devi essere tu a spiegare a gesti al bambino come comportarsi se ha fame. Il modo migliore è prendere l’aureola del seno e fare in modo che il neonato si attacchi facilmente. Per il singolo pasto, è bene usare una sola mammella. Per garantire anche il giusto apporto affettivo, è importante tenere una posizione comoda sia per la mamma che per il bambino, avendo cura che la mamma sia abbastanza rilassata, per il corretto flusso di latte. Il bambino, nel primo periodo, ha fame circa ogni tre ore e chiama con il pianto la mamma: nei primi giorni, però, le richieste potrebbero essere fino a dodici durante il giorno. Il consiglio è di assecondare sempre il bambino, avendo cura di svegliarlo dopo dieci minuti se si addormenta durante la poppata, per completare l’opera.

La mamma ne esce comunque stanca da questo processo, oltre a avere uno stile di vita sano dal punto di vista alimentare, la neo mamma dovrebbe bere più acqua del solito, per compensare quanto il neonato ha assunto con la poppata. In questo modo, si riesce a dare il giusto nutrimento al bambino, ma ci si potrà anche riprendere dalla fatica. Se fumi, durante l’allattamento dovresti cercare di evitare, anche gli alcolici possono influire sul latte materno, quindi fai molta attenzione alla tua dieta. Questi consigli sono validi anche nel periodo della gravidanza, perché le sostanze possono influire sul feto già prima della nascita.

Se, invece, preferisci l’allattamento artificiale, sappi che non potrai assecondare sempre il tuo bambino, ma dovrai tenere conto di quello che ti dice il medico. Il nutrimento migliore è quello in polvere, che va preparato con acqua calda. Quando l’acqua avrà raggiunto almeno i 70 gradi, potrai aggiungerci la polvere. Il latte deve essere tiepido per essere gustoso per il bambino. Ricorda che gli elementi del biberon vanno sterilizzati con acqua calda subito dopo l’uso, basta immergerli e tenerli in ammollo per meno di trenta minuti.

Oltre all’allattamento, il primo mese di vita porta la questione del cordone ombelicale che, per sicurezza, i medici conservano, con la formazione del classico funicolo. Ora, il pezzettino sparirà nei giorni successivi, ma nel frattempo va protetto durante il bagnetto o il cambio del pannolino. La prima cosa è l’igiene, quando cambi il pannolino, lava bene questa zona e usa l’alcol che si usa per igienizzare le ferite per inumidire una garza, da applicare su questo elemento prima di mettere il pannolino, dopo avere asciugato la zona con una spugna.

Per il bagnetto la delicatezza è tutto. Il bambino va appoggiato seduto e immerso solo in piccolissima parte in acqua tiepida. Il bagnetto deve essere una cosa molto veloce, ma è efficace per conciliare il sonno. Nel primo mese di vita possono accadere cose che possono spaventare le mamme impreparate: per esempio, nelle bambine può succedere di perdere delle piccole macchie di sangue. Il consiglio è di ricorrere al pediatra solo se l’episodio si ripete.

Un altro esempio è la questione dei brufoli. Questi non devono essere toccati con creme particolari e con le dita. Di solito spariscono da soli, ma la mamma attenta dovrà comunque provvedere a lavare il viso del neonato, sempre con delicatezza. Il tuo bambino ha bisogno di cure costanti, ma soprattutto del tuo amore e della tua gioia.

Terzo Mese del Neonato – Cosa Bisogna Sapere

Il terzo mese è una scoperta per il bambino e per i genitori: è il periodo in cui il neonato inizia a interagire con mamma e papà, trasmettendo segnali più chiari, come versi o espressioni facciali che indicano stupore, felicità, divertimento o paura. Il suo udito e la sua vista stanno entrambi migliorando. I bambini di questa età girano la testa e sorridono mentre ascoltano le voci dei loro genitori, che ormai riconoscono alla perfezione. Amano ascoltare tutti i generi di musica e riescono a vedere i colori molto forti e ne sono affascinati.

Come Cresce

In questo mese il neonato dovrebbe avere preso 600 o 900 grammi di peso e essere cresciuto di 2,5 o 4 centimetri.
Il neonato di tre mesi mangia ogni tre o quattro ore e dorme circa quindi ore al giorno.
Di notte dovrebbe riuscire a fare sonni di cinque o sei euro consecutive.

Cosa sa fare il neonato

Come detto in precedenza, il neonato di tre mesi ha molte nuove capacità.
Il bambino cerca di prendere gli oggetti che ha davanti e batte la mano verso questi con forza.
Il neonato inizia a giocare con le mani mettendo le dita in bocca.

Il bambino inoltre scalcia molto e cerca di sollevarsi se viene messo a pancia in giù.

Il neonato inizia anche a imitare i suoni che sente, all’inizio si tratta di suono casuali, che poi saranno riprodotti in modo volontario

Compaiono anche i primi sorrisi quando gli si parla.
In particolare il neonato sorride alla mamma quando si occupa di lui, a differenza dei mesi precedenti, si tratta di un sorriso volontario.

Il sonno dei bambini di tre mesi

Il sistema nervoso del neonato di 90 giorni tende a maturare sempre di più e il suo piccolo stomaco a contenere più latte. Queste modifiche dovrebbero permettere al piccolo di dormire anche per sei o sette ore consecutive, è comunque frequente che durante la notte si svegli per iniziare a piangere, ma i bambini in questo periodo riescono già a  addormentarsi di nuovo da soli senza venire cullati da mamma o da papà.

L’igiene del bambino di tre mesi

L’igiene del bambino va ovviamente curata anche superati i tre mesi di vita. Risulta essere necessario tagliargli le unghie per evitare che queste catturino batteri e sporcizia o che il piccolo si graffi involontariamente, il momento giusto per effettuare il taglio è sicuramente quello successivo alla poppata, quando il bebè è stanco e si addormenta. Evitare, invece, di farlo quando è sveglio perché potrebbe spaventarsi o impedirvi di portare a termine la procedura. Anche le orecchie vanno curate particolarmente, lavate con saponi delicati e sopratutto asciugate bene fino a eliminare il più piccolo residuo d’acqua per non causare al bambino la comparsa della dolorosa otite.

L’eritema da pannolino nei bambini di tre mesi

Il bambino di 90 giorni tende a muoversi di più rispetto ai mesi precedenti e questo potrebbe causargli dei fastidiosi eritemi al livello inguinale o del sedere, i quali sono molto irritanti e dolorosi e lo portano inevitabilmente a piangere anche per ore. Se ci si accorge di questo problema, bisogna sostituire frequentemente i pannolini, lasciare la pelle irritata esposta all’aria e applicare delle creme idratanti e lenitive, come le pomate contenenti ossido di zinco circa due volte al giorno e dopo ogni bagnetto. Evitare assolutamente di utilizzare salviettine profumate che potrebbero peggiorare la situazione.

I rigurgiti frequenti nei bambini di tre mesi

Per quanto il bambino possa aver migliorato le sue abitudini con il tempo e si sia adattato al mondo esterno, ancora in lui potrebbero rimanere dei comportamenti tipici dei neonati, come per esempio il rigurgito frequente di latte materno o di quello artificiale. Si tratta di un comportamento abbastanza normale e molto diffuso tra i lattanti, ma per fare in fare in modo che tutto sia nella norma, bisogna controllare che il bambino non accompagni ai rigurgiti degli altri fastidi: il bambino non dovrebbe tossire e essere in stato di abbattimento e piangere frequentemente durante le poppate. Nel caso in cui invece si noti che il piccolo abbia questi malesseri, potrebbe trattarsi non di rigurgito ma di reflusso gastro-esofageo, e sarebbe necessario comunicarlo tempestivamente al medico.

Consigli

Ogni bambino è diverso dall’altro, non bisogna quindi preoccuparsi se gli altri neonati di tre mesi sanno fare cose diverse dal proprio.

Riduttore per Lettino – Come Scegliere

Il riduttore è una piccola culla che va inserita e collegata alla culla più grande per evitare che il neonato si faccia male durante il sonno. Il riduttore va usato nei primissimi giorni di vita e eliminato quando il bambino raggiunge le dimensioni per stare comodo nella culla senza bisogno di aiuto.

Per cominciare, il riduttore deve rispettare tutte le normative di legge per quanto riguarda la qualità dei materiali utilizzati, usare un prodotto delle grandi marche sicuramente ti darà maggiori garanzie. Controlla sull’etichetta se il riduttore è a posto dal punto di vista dei materassini interni. Ricorda che il riduttore non sarà un problema per il tuo bambino, perché il riduttore si usa nel primo periodo di vita del neonato, quando ancora il bambino pensa di essere nell’utero materno. I riduttori possono essere di diverso tipo: devi scegliere il migliore in base a quelle che sono le tue esigenze.

riduttore lettino

Se usi il riduttore soprattutto nella culla, è molto importante che i lacci usati per legare il riduttore alla culla siano molto resistenti, così, anche se si muove, il neonato sarà totalmente al sicuro.

Se intendi portare il riduttore in viaggio, alcuni modelli consentono un’apertura di lato, che facilita il trasporto. Se viaggi molto, potrebbe essere un’ottima soluzione per portare il riduttore in valigia e non dare ulteriori disagi al tuo bambino.

Se vuoi usare il riduttore anche fuori dalla culla. Per esempio, potresti usare il riduttore per tenere il neonato in casa: un riduttore che ha un supporto rigido può tenere il bimbo tranquillo anche sul divano, oppure su altri supporti non proprio su misura per i più piccoli.

Ci sono modelli in commercio che rispondono a tutte e tre queste esigenze, ma se serve un supporto solo per la culla, puoi risparmiare qualcosa con un riduttore che si utilizza solo in quel contesto. Alcuni genitori risparmiano usando dei cuscini della grandezza della culla, che creano un piccolo ambiente interno dove il bambino resta comodo. Se il neonato è molto piccolo, però, si sconsiglia questa soluzione, perché qualsiasi tipo di cuscino rappresentano un pericolo da non trascurare. Un riduttore non ha grandissimi costi e permetterà al tuo bambino di trascorrere notti serene, senza aver timore di sentirsi spaesato all’interno della culla.

Si tratta quindi di uno strumento piuttosto utile e che ha un costo ridotto. Il consiglio è quello di comprare il riduttore per lettino seguendo le indicazioni proposte in questa guida.

Come e Quando Sterilizzare il Ciuccio – Consigli Utili

Il ciuccio è l’oggetto con cui vengono più a contatto i bambini appena nati, ma viene utilizzato anche dai più grandi, superano anche dopo i 2 anni di età. Deve essere sicuramente molto pulito visto che viene inserito direttamente in bocca, ma non va sterilizzato così spesso. Basta una volta a settimana, visto che, secondo gli esperti, fornire al bambino un ciuccio sempre troppo pulito diminuirebbe le sue difese immunitarie e gli anticorpi.

Bisogna, però, scegliere il tipo di ciuccio con cautela, anche in base alla volontà di sterilizzarlo spesso o meno. Il ciuccio composto da silicone, per esempio, risponde ottimamente alla sterilizzazione senza alterarsi, e risulta essere quindi indicato nelle prime fasi della vita, in cui l’igiene è estremamente importante; ciononostante si tratta di un materiale abbastanza fragile, sconsigliato quando al bambino iniziano a spuntare i denti, i quali potrebbero staccarne i pezzi.

ciuccio

il caucciù, invece, essendo molto più rigido del silicone, resiste bene ai denti e ai morsi del bambino, però assorbe maggiormente i sapori e le fragranze, può essere più facilmente contaminato da batteri e funghi, e spesso si altera quando si pratica la sterilizzazione spesso.

Vi sono vari modi per eseguire la sterilizzazione. il metodo a freddo, che per essere applicato necessita di un contenitore specifico, cioè lo sterilizzatore a freddo. Bisogna riempire una bacinella piena d’acqua e applicare la soluzione salina, che va acquistata in farmacia e che è stata concepita proprio per l’immersione e la sterilizzazione dei ciucci per bambini. Dopo averlo lasciato dentro per alcuni minuti, è necessario sciacquarlo adeguatamente, per evitare che residui chimici rimangano sul ciuccio e che quindi il bambino entri senza volerlo in contatto con questi.

Troviamo poi il metodo a caldo, che necessita di uno specifico sterilizzatore elettrico. Questo è dotato di un cestello per ciucci e di un timer che va preimpostato con un tempo di 10 minuti, e permetterà di ottenere una completa sterilizzazione; Un alternativa è rappresentata dal microonde, dove il ciuccio va inserito, protetto dagli appositi involucri di plastica o vetro che evitano l’alterazione o la scottatura. Anche questo metodo è validissimo per portare a compimento una perfetta sterilizzazione.

Un metodo sempre attuale è quello in cui si porta a ebollizione un pentolino, per poi immergerci i ciucci, lasciandoli lì per almeno cinque minuti.

A parte la sterilizzazione, il ciuccio naturalmente va lavato ogni volta che cade a terra e sopratutto in un ambiente sporco, ma basta farlo con l’acqua corrente della propria casa.